FIABESCHI  

“OI OI Oiòiòi! Tocca a me
Vorrei sapere tutto e stracciarla, sta stronza!”
Se Enrico Fiabeschi non strappa almeno un diciotto all’esame che deve sostenere gli tocca partire per i militari, e mollare le comode cinquemila giornalieri che gli smolla la sua compagna, che invece sgobba tutto il giorno in un negozio alla moda a soffrire degli altezzosi atteggiamenti della sua Signora, e padrona del suddetto.
La mattina dell’esame quella gli ha preparato anche il caffè… ma forse non basta perché Enrico Fiabeschi non sa un cazzo su Apocalipsi NAU.
“Il film comincia con una giungla incendiata e degli elicotteri e sotto la musica dei Doors!”
“Marlon Brando è Kurtz, ed è praticamente il protanista…”
Ma lei, la stronza, vuole sapere il nome del vero protagonista.
“Finiamola con questa farsa non so niente! Mi metta diciotto che mi serve per il rinvio militare e bona lé!”
E’ sul “NO” tremendo e categorico di lei che finisce il mondo di Fiabeschi e comincia il grido selvaggio suo, che fa prorompere la sofferenza del momento.
“NO… Io ti proletarizzo la fica porco dio, perché questo è un esame del cazzo, e qui il dams, e tu sei una povera stronza ubriaca di potere, come Hitler, ma il serpente te lo ficco in culo bocchinara!”
Per fortuna il giorno dura poco e torna il buio, e appena può Fiabeschi accende una sigaretta e da fuoco alla sua rabbia.
“Cazzo sto ancora tremando, che giorno di merda!”

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