PAZ  

La prima foto è di Stefano Giraldi

Tre autobiografie di Andrea

1977
"Nasco a San Benedetto del Tronto nel maggio '56 e risiedo a S. Severo. Nel '69 mi iscrivo al liceo artistico di Pescara, città dove mi trasferisco, e ho già al mio attivo, si fa per dire, alcune partecipazioni a mostre collettive, del tipo "del piccolo formato", "città di X", eccetera. Nel '70 (o molto prima?) apre a Pescara una galleria d'arte il cui tenutario è completamente pazzo. Si chiama Nuova Dimensione, e la bazzico. Chiude nel '72 (questo lo so per certo). Parte degli artisti senza tetto si riunisce e apre di lì a poco l'ormai leggendaria Convergenze, Centro d'Incontro e d'Informazione Laboratorio Comune d'Arte, che tuttora resiste.

1981
Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro di incontro e di formazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti.

1983
"Il mio primo disegnino riconoscibile l'ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare... Del liceo artistico di Pescara mi vengono in mente mille cose... venni sospeso il primo giorno di scuola; verso il terzo anno quando ero ormai come un pulcino nel nido, provai una sensazione di potere tremenda, dato che ero molto bravo, potevo fare quello che volevo, scherzi soprattutto; per il resto avevo pessimi rapporti con le donne... Poi ho passato un periodo tra i sedici e 18 anni a rissare stupidamente, prendendole e dandole, specialmente d'estate. Erano estati bellissime, lunghissime, passate con la fila degli ombrelloni, lo strombazzo delle cose pubblicitarie e i baracconi messi in fila con i juke-box...

 

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